Perché un dente devitalizzato va protetto
Dopo la devitalizzazione il dente è più fragile. Cosa vuol dire proteggerlo e cosa succede se non lo si fa.
Protesi su denti naturali
La zirconia è una ceramica bianca molto resistente con cui si costruisce la corona che copre un dente già trattato. Non la scelgo per il nome del materiale. La scelgo quando del dente resta poco e quel poco va tenuto insieme. In visita guardo quanta parete sana è rimasta, dove si trova il dente e come morde. Poi decidiamo.
La zirconia è ossido di zirconio, un materiale ceramico. Non contiene metallo. La corona viene fresata da un blocchetto pieno, in laboratorio, partendo dalla forma del suo dente preparato. Per questo non ha la struttura interna scura che avevano le vecchie corone con l'anima in metallo, e il bordo vicino alla gengiva resta chiaro.
Non esiste una sola zirconia. Ci sono versioni più opache e più tenaci, che uso dove il carico della masticazione è alto, e versioni più traslucide, che somigliano meglio allo smalto e si usano dove il dente si vede. La scelta la faccio dente per dente, insieme al laboratorio.
Il caso tipico è un dente devitalizzato a cui è rimasto poco perimetro: pareti sottili, una o due cuspidi già andate, una vecchia otturazione grande che si sta staccando. Lì il problema non è riempire un buco, è abbracciare il dente dall'esterno perché non si spacchi sotto il morso. Di questo parlo anche in «Perché un dente devitalizzato va protetto».
La propongo anche quando una vecchia corona in ceramica su metallo si è scollata, o mostra una riga scura al bordo gengivale, e il dente sotto è ancora buono. In quel caso si rifà la corona, non si tocca il dente più di quanto serve.
Un altro caso frequente sono i molari di chi serra o digrigna. La zirconia regge bene quel tipo di carico ripetuto. Non elimina il problema del serramento, ma la ceramica più sottile in quelle bocche si scheggia prima.
Per anni la corona standard era ceramica cotta sopra una base metallica. Funziona ancora, ma ha due limiti: il bordo tende a diventare visibile se la gengiva si ritira, e lo spessore complessivo richiede di togliere un po' più di dente.
La zirconia permette spessori più contenuti nei settori posteriori e un bordo che resta dello stesso colore del resto. In cambio chiede una preparazione precisa e senza spigoli vivi, perché il materiale va sostenuto in modo uniforme. Non è una scelta di moda: è una scelta che dipende da quanto dente ho sotto le mani.
Prima controllo il dente e la radiografia. Se è devitalizzato, verifico che la cura canalare tenga e che non ci sia infiammazione attorno alla radice. Se serve, ricostruisco la parte interna per dare appoggio alla corona. Solo dopo preparo il dente: lo rimodello di quel poco che serve perché la corona entri senza spessori eccessivi.
Poi prendo l'impronta, con scanner o con materiale tradizionale, e registro il morso. Il laboratorio costruisce la corona. In mezzo lei porta una corona provvisoria, che protegge il dente e le fa mangiare.
All'appuntamento di consegna la provo senza incollarla: controllo chiusura al bordo, forma, colore, filo interdentale che passa, contatti quando morde e quando sposta la mandibola di lato. Si cementa solo quando tutto questo torna. Una corona alta anche di poco dà fastidio per settimane.
Se del dente resta molto, coprirlo tutto è una perdita inutile di tessuto. In quei casi preferisco un intarsio o una ricostruzione, e ne ho scritto in «Otturazione, intarsio o corona: come si sceglie». La corona è la risposta giusta a un dente indebolito, non a ogni dente trattato.
Non la faccio quando sotto non c'è abbastanza dente sano sopra il livello della gengiva per darle presa: una corona appoggiata solo su una ricostruzione, senza un anello di dente vero attorno, prima o poi si scolla o porta via la radice con sé.
E non la faccio su un dente con una frattura che scende dentro la radice, o con un'infezione attorno all'apice che non si può trattare. In quelle situazioni mettere una corona significa investire su una base che non regge. Si valuta prima se il dente si può ancora recuperare, e si decide insieme.
Con la provvisoria eviti di mordere cibi duri e appiccicosi su quel lato, e passi il filo tirandolo fuori di lato invece che verso l'alto. Se si stacca, non la rimetta con colle da banco: mi chiami, si ricementa in pochi minuti. Un dente preparato lasciato scoperto si sensibilizza e si sposta.
Dopo la cementazione la gengiva intorno può essere un po' infastidita per qualche giorno. Il morso va provato mangiando: se sente che quel dente arriva prima degli altri, o se dopo qualche giorno resta un fastidio a masticare, si ricontrolla. È una regolazione di minuti.
La zirconia non si caria. Il dente sotto sì, al confine con la gengiva. Per questo i controlli periodici su un dente incoronato servono: si guarda quel bordo, e si guarda la radice con una radiografia quando è il momento.
Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.
Dipende da dove va e da quale zirconia si usa. Sui molari non è un tema. Su un dente davanti serve una versione più traslucida e un confronto sul colore con i denti vicini, a volte con una prova prima della cementazione definitiva.
Non le posso dare un numero, e chi lo dà sta tirando a indovinare. Quello che conta è il dente sotto: se il bordo resta pulito, la cura canalare tiene e il morso è equilibrato, una corona lavora per molti anni senza farsi notare.
La zirconia piena si scheggia molto meno della ceramica stratificata. Può staccarsi, però, se la cementazione ha poco dente su cui fare presa o se il dente sotto si frattura. In quel caso il problema non è il materiale, è la base.
Se la superficie masticante viene lucidata bene, l'usura sull'antagonista è contenuta. Una zirconia lasciata ruvida invece abrade. È uno dei motivi per cui controllo e rifinisco i contatti prima e dopo aver incollato la corona.
No, non per regola. Se il nervo è sano e la preparazione resta nei limiti, un dente vivo può portare una corona. Devitalizzo quando il nervo è già compromesso, non per comodità di lavoro.
Entro certi limiti sì. Fino alla prova, prima della cementazione definitiva, si può correggere forma e colore o rifare il lavoro. Dopo, togliere una corona cementata significa fresarla, e il dente sotto ha già dato il suo. Per questo la prova non si salta.
Allora non si parla più di corona su dente naturale e il discorso cambia. Io mi occupo di tenere in piedi i denti che ci sono. Per lo spazio vuoto le indico una valutazione con il collega giusto, dopo aver visto la situazione in visita.
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