GPGiovanni PinochiOdontoiatra · Montecatini Terme

Conservativa

Quando lo smalto si assottiglia e il dente cambia forma

Lo smalto non ricresce. Quando si consuma, il dente diventa più corto, più trasparente sui bordi, a volte sensibile. Spesso non dà alcun fastidio e il consumo avanza per anni in silenzio. In visita guardo quanto spessore è rimasto e perché si sta consumando. Si ripara prima che serva di più.

Come si riconosce

Il segno più comune è il bordo degli incisivi che diventa trasparente, quasi grigio in controluce. Sotto lo smalto c'è la dentina, più gialla: quando lo strato esterno si assottiglia, il dente cambia colore senza essersi macchiato. I denti davanti sembrano più corti e i bordi perdono il profilo regolare.

Sui molari il consumo si vede diversamente. Le cuspidi si appiattiscono, le superfici diventano lisce e lucide, e nel mezzo compaiono piccole conche con il fondo più scuro. Capita anche che una vecchia otturazione sporga dal dente: non è cresciuta lei, è lo smalto intorno che si è abbassato.

Quello che sente è più vago. Fastidio con il freddo o con i cibi acidi, denti che «tirano» quando beve, a volte niente di percepibile. Se la sensibilità riguarda più denti e non c'è una carie, ne parlo qui: «Quando più denti diventano sensibili e non c'è una carie».

Da dove arriva il consumo

Le cause sono tre e in genere si sommano. Gli acidi ammorbidiscono lo smalto: bevande gassate, succhi di agrumi, aceto, vino, ma anche risalite acide dallo stomaco, spesso notturne e silenziose. Lo spazzolamento troppo energico, soprattutto subito dopo, porta via lo strato ammorbidito. Il terzo fattore è il contatto fra i denti: serrare o digrignare consuma le superfici che si toccano.

Capire quale pesa di più cambia il lavoro. Se il consumo è concentrato sulle superfici interne degli incisivi superiori, penso agli acidi. Se è sui bordi di denti che si incontrano, penso al carico. Se c'è uno scalino a V proprio al confine con la gengiva, penso allo spazzolino e al modo in cui viene usato.

Cosa guardo in visita

Asciugo i denti e li guardo con gli ingrandimenti, perché sullo smalto bagnato il consumo si nasconde. Controllo dove i denti si toccano quando chiude e quando muove la mandibola di lato: i punti lucidi mi dicono dove passa il carico. Guardo i bordi delle otturazioni vecchie e le radiografie, per vedere se sotto il consumo c'è anche una carie.

Faccio delle fotografie. Servono a me più che a lei, perché il consumo è lento e la memoria non basta: a distanza di tempo confronto le immagini e capisco se la situazione è ferma o si sta muovendo. Un consumo stabile si tiene sotto controllo. Un consumo attivo va fermato.

Cosa si fa

Se lo spessore perso è poco e il dente non soffre, non ricostruisco niente. Si lavora sulla causa e si rivede il dente dopo qualche mese con le fotografie di confronto. Mettere composito su uno smalto che continua a essere aggredito significa rifare il lavoro, e nel frattempo il dente non è più protetto di prima.

Quando lo spessore è davvero ridotto, ricostruisco con composito adesivo: ridò il bordo all'incisivo, riempio le conche sui molari, chiudo gli scalini al colletto. È un intervento che aggiunge materiale senza limare il dente sano, e si può ripetere nel tempo. Sui denti davanti il lavoro è anche di forma: si rimette la lunghezza che il dente aveva.

Se invece il dente è consumato in profondità, con pareti sottili che si flettono sotto il morso, il composito diretto non basta a tenerlo insieme. Lì valuto un intarsio o una corona, e la scelta dipende da quanto dente sano è rimasto. Il criterio è lo stesso che uso qui: «Otturazione, intarsio o corona: come si sceglie».

Nel frattempo

Dopo qualcosa di acido, sciacqui con acqua e aspetti prima di spazzolare: in quella mezz'ora lo smalto è ammorbidito e lo spazzolino lo porta via. Usi setole morbide e poca pressione, con movimenti corti; lo spazzolino non deve piegarsi. Se usa l'elettrico, lo appoggi e lo lasci lavorare, senza spingere.

Eviti di tenere le bevande acide in bocca a lungo e di sorseggiarle per tutto il pomeriggio: conta più la frequenza della quantità. Un dentifricio al fluoro aiuta a rendere lo smalto più resistente. Se si sveglia con i muscoli delle guance stanchi o con i denti indolenziti, me lo dica: è un'informazione che cambia la valutazione.

Quando non conviene intervenire subito

Non ricostruisco tutta la bocca in una volta quando la causa è ancora attiva. Prima si capisce perché lo smalto si consuma, poi si ripara. L'ordine inverso porta a ricostruzioni che si staccano o si consumano di nuovo, e intanto il dente ha perso tempo.

Non limo denti sani per uniformare la forma. Se un dente è più corto, lo allungo; non accorcio quelli accanto. E se il consumo dipende da una risalita acida o da come i denti si incontrano fra loro, quella parte non la risolvo io: lo dico chiaramente e la indirizzo a una valutazione con il collega giusto, mentre nel frattempo proteggo i denti più esposti.

La decisione su cosa fare, e se farlo ora, si prende in visita, davanti al suo caso. Da una descrizione o da una foto si capisce poco: lo spessore residuo e i punti di contatto si vedono solo con i denti asciutti e con le radiografie in mano.

Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.

Domande frequenti

Lo smalto consumato può ricrescere?

No. Lo smalto perso non si rigenera. Si può rendere più resistente quello che resta con il fluoro e togliendo le cause, e si può rimettere spessore con il composito. Ma il tessuto originale non torna, ed è il motivo per cui conviene fermare il consumo presto.

Devo mettere una corona su tutti i denti consumati?

Nella maggior parte dei casi no. La corona la riservo ai denti con pareti sottili che non tengono più il morso. Su un consumo moderato ricostruisco con composito aderente, senza limare il dente sano, e si può ritoccare o ripetere in seguito.

Lo spazzolino elettrico consuma lo smalto?

Non per sé. Consuma la pressione: se lo spinge contro il dente, l'effetto è abrasivo, soprattutto al colletto. Lo appoggi senza forzare e lo faccia muovere da solo, con una testina a setole morbide.

I denti consumati fanno sempre male?

No, e questo è il problema. Molti consumi avanzano in silenzio, perché la dentina si difende lentamente. Quando arriva la sensibilità al freddo o al dolce, in genere lo smalto è già sottile. Per questo lo cerco anche nei controlli di chi non sente nulla.

Quanto dura una ricostruzione su un dente consumato?

Dipende dal carico che riceve e da quanto la causa è stata controllata. Il composito si usura e ai controlli lo verifico, lo lucido o lo ritocco. È un materiale che si manutiene, non un lavoro da dimenticare.

Digrigno di notte: si può fare qualcosa per i denti?

Sì, sul dente. Ricostruisco le superfici consumate e tengo sotto controllo i punti di contatto nel tempo. La gestione dell'abitudine in sé richiede una valutazione con il collega giusto, e lo dico in visita se vedo che serve.

Posso mandarle una foto per sapere se il mio smalto è consumato?

La foto può servire come primo scambio, ma non basta per decidere. Lo spessore residuo si valuta con i denti asciutti, con gli ingrandimenti e con le radiografie. La valutazione vera si fa in studio, in Via Tripoli a Montecatini Terme.

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