GPGiovanni PinochiOdontoiatra · Montecatini Terme

Conservativa

Quanto si sente quando si cura una carie

Curare una carie piccola di solito si sente poco. Si lavora su smalto e dentina, con l'anestesia la zona resta addormentata e quello che arriva è pressione, acqua e rumore. Il dolore vero, quando c'è, viene prima della cura e arriva dal nervo già infiammato. Quanto sentirà dipende da quanto è profonda la carie, e questo si vede in visita.

Che cosa si sente davvero

Le sensazioni della seduta sono tre, e separarle aiuta. La vibrazione dello strumento, che si avverte più come rumore che come dolore. La pressione della mano sul dente, che resta anche con l'anestesia, perché l'anestesia toglie il dolore e non il tatto. L'acqua e l'aria, che danno freddo sulla guancia e un po' di fastidio in gola.

Il momento che la maggior parte delle persone teme è l'anestesia, non la cura. Lì si avverte una pressione e un pizzico di pochi secondi, poi la zona diventa pesante e sembra gonfia. Da quel punto in avanti la pulizia della carie e la chiusura sono le fasi che i pazienti descrivono come più tranquille di quanto si aspettassero.

Prima di cominciare le dico che cosa farò e concordiamo un segnale: alza la mano e io mi fermo. Non è una formalità. Sapere di poter interrompere cambia il modo di stare in poltrona, e un paziente che non si irrigidisce rende la seduta più semplice anche per me.

Dipende da quanto è profonda

Lo smalto non sente. Se la carie è ancora lì, spesso si lavora con un'anestesia minima o senza, e lo decidiamo insieme. La dentina invece è percorsa da canalini e risponde al freddo, al dolce e al contatto diretto: qui il fastidio esiste, ed è il motivo per cui anestetizzo anche su carie che a vederle non sembrano grandi.

Quando la carie è arrivata vicino alla polpa il discorso si ribalta. In quei casi il dente fa già male da solo, la sera, al caldo, e la cura serve proprio a togliere quel dolore. Il lavoro diventa più delicato, perché bisogna capire se il nervo si può ancora tenere vivo: la questione è spiegata per intero in «Carie profonda: prima si prova a tenere vivo il nervo».

La risposta onesta alla sua domanda è questa: una carie curata presto si sente poco, una carie lasciata andare fa male prima, durante e anche dopo. Il tempo che passa non rende la cura più comoda. Non ho mai visto un dente diventare più facile da trattare perché l'appuntamento era stato rimandato di qualche mese.

Cosa faccio in visita

Guardo il dente, cerco il punto esatto che le dà fastidio e di solito faccio una radiografia, perché quello che sta sotto lo smalto a occhio non si vede. Provo il dente con il freddo e lo tocco, per capire se la polpa reagisce in modo normale o se è già infiammata. Da qui capisco se parliamo di un'otturazione o di qualcosa di più.

Se si procede, anestetizzo e isolo il dente. Togliere il tessuto malato è la parte più lenta: rimuovo poco alla volta e controllo, finché non arrivo a tessuto sano. Poi ricostruisco. Su un dente con pareti ancora buone chiudo direttamente; se la cavità è ampia la ricostruzione deve tenere insieme il dente, non soltanto riempire il buco.

Alla fine controllo il morso con la carta. Le chiedo di chiudere e di strisciare i denti, perché il punto alto spesso non si sente da fermi ma solo quando la mandibola si muove di lato. È un controllo di pochi secondi, e trascurarlo significa un dolore alla masticazione che compare nei giorni seguenti e una seduta in più.

Quando l'anestesia fa più fatica

Su un nervo molto infiammato l'anestesia lavora meno bene. Succede soprattutto sui molari inferiori e sui denti che fanno male da giorni in modo continuo. Non è colpa della persona e non è una stranezza: il tessuto infiammato è più difficile da addormentare, e quando il quadro è quello di solito lo si sa già prima di iniziare.

In queste situazioni aspetto di più, verifico con una prova che la zona sia davvero insensibile e, se serve, integro. Se vedo che il dente non si lascia trattare in modo tollerabile, non insisto per forza: a volte conviene impostare una terapia, far calmare l'infiammazione e rivederci a breve con un dente più gestibile.

Se invece c'è già gonfiore, la carie non è il primo passo. Prima si gestisce l'infezione, poi si decide cosa fare del dente, e in quell'ordine anche l'anestesia funziona meglio. Capita che il paziente arrivi convinto che il problema sia l'otturazione da fare, e invece in quel momento la cosa da affrontare è un'altra.

Nei giorni dopo

Dopo un'otturazione su una carie profonda è normale una sensibilità al freddo e un fastidio quando si mastica su quel dente. Dura qualche giorno, a volte qualche settimana, ma la direzione deve essere in discesa: ogni giorno un po' meno. Il dente si sta riprendendo dal lavoro che ha subito e dalla carie che si portava dietro.

Non è normale un dolore che aumenta, che pulsa la sera, che compare da solo senza mangiare né bere, o che la tiene sveglia. Quello dice che la polpa non si è calmata e va rivisto, non aspettato. La differenza fra le due cose l'ho descritta in «Il dente otturato continua a farmi male».

Nelle prime ore, finché l'anestesia non è passata, eviti di mordere e di bere bevande molto calde. Con labbro e guancia insensibili è facile mordersi senza accorgersene, e il giorno dopo quella piccola ferita fa più male del dente curato. Quando la sensibilità torna può masticare, meglio partendo dall'altro lato.

Quando curare la carie non basta

Se la polpa è già compromessa, un'otturazione copre il problema e il dolore torna. In quel caso il passaggio corretto è il trattamento dei canali, e chi arriva con quel tipo di dolore spesso lo vive come un sollievo. Non è un ripiego: è il modo di tenere un dente che altrimenti si perde.

Se della corona del dente è rimasto poco, una ricostruzione semplice non regge il carico della masticazione e prima o poi si stacca o si frattura. Lì si ragiona su un intarsio o su una corona, in base a quanta parete sana c'è. Lo valuto guardando il dente, con la radiografia davanti, non prima.

E se il dente non è recuperabile glielo dico, invece di trattarlo a vuoto. In quel caso ne parliamo con calma e la indirizzo per una valutazione con il collega giusto. La decisione, comunque, si prende in visita: nel mio studio in Via Tripoli 22 a Montecatini Terme, dopo aver visto le radiografie e provato il dente.

Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.

Domande frequenti

L'anestesia fa male?

Si avverte una pressione e un pizzico di pochi secondi, poi la zona diventa pesante. È la parte che preoccupa più delle altre ed è anche la più breve. Prima di iniziare verifico sempre che il dente sia davvero insensibile.

Si può curare una carie senza anestesia?

Su una carie ancora superficiale a volte sì, e lo decidiamo insieme. Se invece siamo nella dentina o vicino al nervo preferisco anestetizzare: lavorare su un dente che reagisce rende la seduta più lunga e peggiore per entrambi.

Se durante la cura sento male, che faccio?

Alza la mano e io mi fermo. Non serve resistere. Mi dice dove e come l'ha sentito, io integro l'anestesia o cambio approccio, e si riprende soltanto quando la zona è a posto.

Perché il dente fa male adesso se la carie sembra piccola?

Perché quello che si vede fuori non racconta la profondità. Una lesione stretta può essere scesa molto, oppure il fastidio arriva da una crepa o dal colletto. La radiografia e le prove in visita servono a distinguere.

Quante sedute servono per una carie?

Una carie singola di solito si risolve in una seduta. Se la ricostruzione va preparata fuori dalla bocca, come un intarsio, le sedute diventano due con una chiusura provvisoria nel mezzo. Glielo dico prima di iniziare.

Più aspetto, più farà male curarla?

Più aspetta, più aumenta la probabilità che sia coinvolto il nervo. In quel caso il dolore arriva da solo, prima della cura, e il trattamento necessario diventa più impegnativo. Una carie presa presto è la situazione più semplice.

Posso mangiare dopo l'appuntamento?

Aspetti che la sensibilità torni, perché con il labbro insensibile si morde senza accorgersene. Nei primi giorni eviti cose molto dure su quel dente e usi l'altro lato se sente fastidio.

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