GPGiovanni PinochiOdontoiatra · Montecatini Terme

Conservativa

Si è scheggiato un dente davanti

Un incisivo scheggiato quasi sempre si ripara, e spesso in una seduta sola. Quello che cambia il lavoro è quanto manca: se è andato via solo smalto, se è esposta la dentina, se si vede il nervo. Questo lo capisco in visita, con una radiografia e due prove rapide. Poi si decide insieme.

Quanto si è rotto

Il primo caso è una scheggiatura di solo smalto. Manca un angolo del bordo, lo spigolo resta bianco e opaco, il dente non fa male. Il fastidio è meccanico: il bordo taglia la lingua o il labbro e la persona ci passa sopra la lingua tutto il giorno. Qui il margine di manovra è ampio e non c'è nessuna fretta.

Il secondo caso è una scheggiatura che arriva alla dentina. Al centro della parte mancante si vede una zona più gialla o ambrata, e il dente diventa sensibile all'aria, all'acqua fredda, allo spazzolino. Il terzo caso è quello che richiede tempi brevi: un punto rosato o rosso al centro della frattura, a volte con una goccia di sangue. Significa che la polpa è esposta.

Cosa guardo in visita

Guardo il bordo con una luce dietro, perché la trasparenza dello smalto dice fin dove arriva la rottura. Controllo se ci sono linee di frattura che proseguono verso l'alto. Provo il freddo sul dente e sui due vicini, per confronto. Do un colpetto leggero sulla faccia, perché un dente che ha preso un urto può aver sofferto nel legamento e non solo nello smalto. Verifico se si muove.

Poi faccio una radiografia. Serve a vedere se la frattura scende oltre quello che si vede, com'è la radice, quanto spessore di dentina resta sopra il nervo. Nei ragazzi guardo anche se la radice ha finito di formarsi, perché cambia il modo di ragionare. Su un dente davanti faccio anche una foto: il colore di un incisivo si legge meglio in fotografia che a occhio.

Cosa si fa

Se manca pochissimo smalto, a volte la cosa più sensata è lucidare il bordo. Si rimodellano pochi decimi di millimetro, si ridisegna lo spigolo seguendo il dente dall'altro lato, si lucida. Non serve anestesia, non si aggiunge materiale e il dente resta intero. Lo propongo quando aggiungere composito significherebbe creare uno spessore sottile che poi si scheggia di nuovo.

Se manca un angolo o un pezzo di bordo, ricostruisco in composito. Isolo il dente, perché l'adesione sull'incisivo vive o muore sull'asciutto. Lavoro a strati, con una massa più opaca dove c'era dentina e una più trasparente in superficie, e rifaccio la forma guardando il dente gemello dall'altra parte della bocca. Alla fine controllo come chiude e lucido. La lucidatura è buona parte del risultato estetico.

Se la frattura ha raggiunto la polpa, prima si tratta il nervo e solo dopo si ragiona sulla forma: trova il percorso in «Devitalizzare un dente, passo per passo». Quando di un incisivo resta poco e il bordo ricostruito sarebbe grande quanto il dente, valuto una corona. Sugli incisivi è un passaggio che non faccio a cuor leggero e lo propongo solo quando il composito non ha abbastanza dente su cui appoggiarsi.

Se ha conservato il pezzo

Se il frammento è stato raccolto, lo porti con sé. In alcuni casi si riattacca il pezzo originale, e quando riesce il colore e la trasparenza sono quelli veri: nessun materiale li riproduce fino in fondo. Va tenuto umido, nel latte o in soluzione fisiologica. Asciutto in un fazzoletto si disidrata e diventa inservibile in poche ore.

Anche quando non si riesce a riattaccarlo, il frammento serve: mi dice lo spessore e la forma esatta che c'era prima. Non lo butti prima della visita. Se l'urto è stato forte e sono coinvolti più denti o il labbro, trova un quadro più ampio in «Si è rotto un pezzo: cosa si salva».

Nel frattempo

Non morda su quel dente. Niente pane con la crosta, niente mele a morsi, niente unghie. Eviti di passare la lingua sul bordo tagliente, perché si irrita e in due giorni fa più male la lingua del dente. Per lavarsi usi acqua tiepida e uno spazzolino morbido, senza saltare la zona: la placca su una dentina esposta peggiora la sensibilità.

Non limi il bordo da solo con una limetta. Si tolgono smalto e simmetria, e quello che si toglie non torna. Se compare dolore spontaneo, dolore che tiene svegli o una reazione al freddo che resta dopo lo stimolo, lo dica quando chiama: sono segnali che cambiano la priorità dell'appuntamento.

Quando non si fa subito

Se il dente ha preso un trauma e si muove, la ricostruzione estetica definitiva non è la prima cosa. Prima si mette in sicurezza la situazione e si controlla la vitalità nel tempo, con richiami ravvicinati nei mesi successivi. Un incisivo traumatizzato può reagire a distanza: scurirsi, o perdere vitalità dopo mesi in cui sembrava a posto. Per questo i controlli dopo un urto non sono una formalità.

Se la linea di frattura scende sotto il margine della gengiva o coinvolge la radice, il composito non regge e non lo propongo: resterebbe un lavoro che si stacca nel giro di poco. In quei casi le dico esattamente cosa vedo sulla radiografia e, se la risposta sta fuori da quello che faccio io, la indirizzo a una valutazione con il collega giusto.

Un'ultima situazione: il bordo che si scheggia di nuovo nello stesso punto. Lì il problema non è il materiale, è il carico. Guardo come chiudono i denti, se c'è un contatto che batte solo su quell'incisivo, se di notte stringe. Rifare la ricostruzione senza guardare questo significa rifarla ancora.

Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.

Domande frequenti

Una scheggiatura piccola si può lasciare così?

A volte sì, se il bordo è integro e non taglia. Ma uno spigolo vivo tende a scheggiarsi ancora, perché il carico si concentra lì. Spesso bastano pochi minuti di lucidatura per togliere il punto debole, senza aggiungere nulla.

La ricostruzione si vede?

Su un incisivo si lavora per non farla notare, e sui casi piccoli di solito riesce. Dipende dal colore del suo smalto e dalla trasparenza del bordo, che nei denti davanti è la parte più difficile da imitare. Lo valutiamo in visita, con la foto.

Quanto dura un composito su un dente davanti?

Anni, se il carico è distribuito e la lucidatura viene mantenuta. Con il tempo il materiale può opacizzarsi o pigmentarsi sul margine, e in quel caso spesso si rifinisce invece di rifare tutto. I controlli servono anche a questo.

Serve l'anestesia?

Per una lucidatura del bordo no. Per una ricostruzione su smalto spesso nemmeno. Se la dentina è esposta e molto reattiva faccio un'anestesia locale, perché lavorare su un dente che sussulta non permette di adattare bene il materiale.

Si fa tutto in una seduta?

Nella maggior parte dei casi sì: diagnosi, radiografia e ricostruzione nello stesso appuntamento. Quando il dente ha preso un urto e va osservato, o quando serve trattare il nervo, le sedute diventano più di una. Glielo dico prima di iniziare.

Un incisivo scheggiato può diventare scuro?

Può succedere, soprattutto dopo un trauma. Il dente perde vitalità e il colore cambia dall'interno, a volte mesi dopo. È il motivo per cui dopo un urto fisso dei controlli anche se lei non sente niente.

Mi si è scheggiato mordendo, senza urti. È normale?

Indica che quel bordo era già indebolito, da una vecchia ricostruzione, da una crepa o da un contatto che batte solo lì. Oltre a riparare, in visita guardo la causa: altrimenti la stessa cosa si ripete.

Da leggere anche

Conservativa

Quando la sensibilità al freddo è un segnale

La fitta col freddo che passa subito è una cosa, quella che resta è un'altra. Come si distinguono, e cosa si fa.

Continua →

Conservativa

Si è rotto un pezzo: cosa si salva

Uno spigolo che salta, una cuspide che cede, una vecchia otturazione che si stacca: cosa cambia fra i casi e cosa si ricostruisce.

Continua →

Conservativa

Carie profonda: prima si prova a tenere vivo il nervo

Quando una carie arriva vicino alla polpa non è automatico devitalizzare. Cosa si valuta e come si prova a salvare il nervo.

Continua →

Prenota onlineChiama