Quel dolore che non passa con l'antidolorifico
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Endodonzia
Un dente devitalizzato non si copre per regola. Si copre quando intorno ai canali è rimasto poco dente sano, e soprattutto quando le pareti laterali sono sottili. Se il dente ha perso poco, a volte basta una ricostruzione o un intarsio. La differenza si vede dopo la cura canalare, in visita, con la radiografia davanti.
Non decide la devitalizzazione in sé. Decide quanto dente è rimasto. Conto le pareti ancora presenti, guardo quanto sono spesse e se c'è ancora una cresta di dente sano che tiene insieme la parte alta. Un molare a cui resta una parete e mezza lavora tutti i giorni sotto carico e tende a spaccarsi nel punto più debole, spesso senza avvisare.
Poi conta la posizione nell'arcata. Molari e premolari ricevono le forze più forti e nella direzione peggiore, quella che apre le cuspidi verso l'esterno. Un incisivo devitalizzato che ha perso solo il foro di accesso si può spesso ricostruire e lasciare così. Il motivo di fondo per cui un dente senza nervo va protetto lo spiego in «Perché un dente devitalizzato va protetto».
Infine conta come mastica. Se stringe i denti la notte, o se sull'arcata opposta c'è un contatto che batte sempre nello stesso punto, la soglia si abbassa e proteggo prima. Sono dettagli che non si vedono in radiografia: li controllo facendo chiudere e strisciare i denti durante la visita.
Prima di mettere qualcosa di definitivo sopra, controllo cosa c'è sotto. Alla radiografia guardo se i canali sono riempiti fino in fondo, se il materiale è compatto, se si intravede un canale lasciato indietro, se intorno all'apice resta un'area scura. Provo la percussione e le chiedo se quel dente si sente diverso dagli altri quando morde.
Se il sigillo non mi convince, la corona aspetta. Costruire sopra un canale dubbio significa rifare tutto dopo qualche mese e dover passare attraverso il lavoro appena messo. In quel caso si sistema prima il canale, e di come si rientra in un dente già trattato parlo in «Il dente è già devitalizzato e fa di nuovo male».
Se invece il dente è tranquillo, il sigillo arriva in fondo e la gengiva intorno è sana, si passa alla parte protesica. Prima però rimuovo il materiale provvisorio e rivedo le pareti una per una con il dente asciutto: è lì che si capisce davvero se basta una ricostruzione, se conviene un intarsio o se il dente va coperto del tutto. La scelta la facciamo in quel momento, insieme.
Un dente devitalizzato con poche pareti è fragile in modo silenzioso. Il nervo non c'è più, quindi quando si incrina non fa male come farebbe un dente vivo. Capita che una persona arrivi mesi dopo con una cuspide saltata e un provvisorio sfaldato, e che quella frattura sia scesa più in basso di quanto si possa recuperare.
Per questo il provvisorio è una tappa, non una sistemazione. Serve a chiudere l'accesso, a mantenere il contatto con i denti vicini e a farle masticare nell'attesa. Non è fatto per resistere a lungo, si consuma e col tempo si infiltra ai bordi lasciando passare i batteri verso i canali appena chiusi.
La finestra ragionevole si misura in settimane, non in anni. Quante settimane dipende da quanto dente è rimasto, da dove si trova e da come mastica. È una delle cose che le dico con precisione in visita, guardando quel dente e non una regola generale.
No. Il perno non rinforza la radice e non rende il dente più resistente alla frattura. Serve a dare presa alla ricostruzione quando sopra la gengiva è rimasto troppo poco per trattenerla. Se le pareti sono ancora buone, preferisco non scavare dentro il canale per inserirlo: ogni millimetro di dentina tolto è dentina che non torna più.
Quando invece la parte alta del dente è quasi del tutto assente, il perno diventa l'elemento che unisce ricostruzione e radice. Allora valuto la lunghezza della radice, il suo spessore e quanto dente sano resta appena sopra l'osso. Senza quel bordo di dente sano la corona non trova appoggio e tende a staccarsi, anche se è fatta bene.
Non metto una corona su un dente che non la sostiene. Se c'è una frattura verticale che corre lungo la radice, se la carie è scesa sotto gengiva fino a non lasciare un bordo sano su cui chiudere, se il dente si muove per perdita di osso, il lavoro protesico non cambia il destino di quel dente: lo rimanda di poco.
In questi casi lo dico chiaramente e le mostro la radiografia sullo schermo. Se il dente non si tiene, non insisto e la indirizzo a una valutazione con il collega giusto per capire come sostituirlo. Il mio lavoro è tenere i denti che si possono tenere, non coprire quelli che hanno già ceduto sotto.
E non la faccio di corsa. Se c'è un'infiammazione in corso, se la gengiva intorno è gonfia o il dente è ancora dolente alla pressione, si aspetta che si calmi e si ricontrolla. Chiudere sopra una situazione attiva serve solo a nasconderla per qualche mese.
Fino alla corona definitiva mastichi dall'altro lato quando può e lasci stare noci, croste di pane duro, ghiaccio e caramelle dure. Sono proprio quei carichi improvvisi, su un dente già indebolito, che fanno saltare una cuspide. Un dente scheggiato prima della protesi cambia il piano e a volte lo peggiora.
Passi il filo con delicatezza, tirandolo di lato invece di sfilarlo verso l'alto, così non scalza il provvisorio. Se il provvisorio si stacca o si rompe, non aspetti il prossimo appuntamento e mi chiami: un dente scoperto si infiltra e i denti vicini si spostano in pochi giorni, rendendo più difficile far entrare il lavoro definitivo.
Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.
No. Dipende da quanto dente è rimasto, non dal fatto che sia devitalizzato. Un incisivo che ha perso solo il foro di accesso spesso si ricostruisce. Un molare con una o due pareti residue di solito va protetto.
Non lo consiglio. Il dente non ha più il nervo, quindi non la avvisa quando si incrina. Nel frattempo il provvisorio si infiltra e, se arriva una frattura, può scendere a un livello che non si recupera più.
Spesso sì: si accede attraverso la corona e si rifà la cura canalare. Non è sempre comodo e a volte la corona va poi rifatta. È il motivo per cui controllo i canali prima di mettere qualcosa di definitivo sopra.
A volte sì, quando le pareti sono ancora spesse e il contatto in chiusura è favorevole. Quando il dente va tenuto insieme e non solo riempito, un'otturazione non regge: si decide guardando le pareti residue, dente asciutto.
Sui denti posteriori la differenza si nota poco. Sugli anteriori contano il colore e la linea della gengiva, e ne parliamo prima di partire. La scelta del materiale si fa sul singolo dente, in visita, non in astratto.
Non sempre. Se il perno vecchio è integro e ben cementato può restare dov'è. Se è mobile, troppo corto o copre un canale da rivedere, va rimosso con cautela. Lo valuto sulla radiografia e durante la rimozione del vecchio lavoro.
Dipende dalla radice sotto, non dalla corona sopra. Un dente con buona struttura residua, canali sigillati e gengiva sana può lavorare per molti anni. Quello che lo rovina più spesso è una carie che riparte sul bordo, e si vede ai controlli.
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