GPGiovanni PinochiOdontoiatra · Montecatini Terme

Endodonzia

Quando all'ascesso si aggiunge la febbre

Se insieme all'ascesso arriva la febbre, l'infezione non è più soltanto intorno alla punta della radice: il corpo sta rispondendo. Non è automaticamente un'emergenza, ma è il segnale che il tempo conta. Il dente va aperto e fatto sfogare, non solo coperto con un farmaco. Nella maggior parte dei casi si tiene. Quanto si può aspettare lo valuto in visita.

Che cosa dice la febbre

Un ascesso di origine dentale nasce quando il nervo dentro il dente è morto e i batteri escono dalla punta della radice. Finché la raccolta di pus resta chiusa nell'osso, i segni restano locali: dolore al morso, sensazione di dente più alto degli altri, gonfiore della gengiva o della guancia. Quando compare la febbre vuol dire che la reazione ha smesso di essere solo locale.

C'è differenza fra una febbre bassa che accompagna un gonfiore in crescita e una febbre che sale in poche ore con brividi e stanchezza marcata. La prima mi dice che il dente va visto presto. La seconda mi dice che va visto oggi, e che a volte prima della poltrona serve una valutazione in ospedale.

La febbre da sola non indica quale dente sia il colpevole. Capita che il gonfiore si presenti un po' spostato rispetto al dente malato, oppure che parta da un dente devitalizzato anni prima che non dava segnali. Per questo la sede del dolore non basta a decidere.

I segnali che non aspettano

Ci sono situazioni in cui non si passa dallo studio. Gonfiore che chiude l'occhio o che scende sotto la mandibola verso il collo. Difficoltà a deglutire o fiato corto. Bocca che non si apre più di pochi millimetri. Febbre alta con brividi e malessere forte. In quei casi il posto giusto è il pronto soccorso, e il dente si tratta dopo, quando la parte generale è sotto controllo.

Se mi telefona, me lo dica subito con queste parole. Al numero dello studio, 0572 78502, un gonfiore che cresce con la febbre non finisce in lista per la settimana dopo. Un ascesso in questa fase si guarda nel giro di ore.

Vale anche il contrario. Febbre di stagione, naso chiuso e un dente che pizzica da mesi possono essere due storie separate. Anche questo si distingue guardando, non al telefono.

Cosa guardo in visita

Prima tocco e ascolto. Dove è il gonfiore, se è duro o già molle al centro, se la gengiva ha un punto che tende. Quanto si apre la bocca. Se i linfonodi sotto la mandibola sono dolenti. Poi provo i denti uno per uno, con percussione, freddo sui vicini e morso controllato. Serve a trovare il responsabile e a escludere quelli che fanno solo compagnia.

Poi la radiografia. Mi dice se alla punta della radice c'è l'area scura tipica, quanto osso si è perso attorno, com'è fatta la radice, se esiste una vecchia cura canalare incompleta. E mi dice la cosa che pesa di più sulla decisione: quanto dente sano resta sopra e sotto il bordo della gengiva.

Alla fine le dico due cose separate. La prima è come fermare l'infezione adesso. La seconda è se quel dente, una volta spenta l'infiammazione, può essere ricostruito e tornare a masticare. Sono due domande diverse e le tengo distinte.

Cosa si fa per tenere il dente

Il lavoro vero è dare una via d'uscita al pus. Apro il dente dalla corona, raggiungo i canali, lavo con soluzioni disinfettanti e li lascio sfogare. Quando la raccolta trova la strada, la pressione cala e il dolore in genere scende nel giro di poche ore. La febbre segue, perché viene da quella raccolta chiusa.

Se prescrivo un antibiotico, serve a contenere la parte generale mentre il dente si svuota. Non sostituisce il drenaggio. Un ascesso chiuso dietro una parete di dente intatta non si risolve da solo e torna appena le compresse finiscono. È la ragione per cui non consiglio di restare a casa ad aspettare.

Passata questa fase il dente va medicato, e la cura canalare si completa in una o più sedute, quando non reagisce più al morso. Resta l'ultimo passaggio, quello che molti rinviano: un dente così è indebolito e va coperto, con un intarsio o una corona. Il percorso intero lo racconto in <a href="«Come si cura un ascesso, e cosa serve per tenere il dente»">come si cura un ascesso</a>.

Nel frattempo

Non metta calore sul gonfiore. Niente borsa dell'acqua calda, niente sciacqui bollenti. Il caldo aiuta la raccolta a estendersi. Se cerca sollievo è meglio qualcosa di fresco appoggiato fuori, senza premere. Non schiacci il gonfiore per farlo uscire e non lo punga.

Misuri la temperatura mattina e sera e se la annoti, perché è un'informazione che mi serve. Beva, mangi morbido, non mastichi da quel lato. L'antidolorifico che usa di solito può aiutare, seguendo le indicazioni del suo medico. Gli antibiotici avanzati da altre occasioni non si iniziano per conto proprio.

Se durante l'attesa compare uno dei segnali della sezione precedente, non aspetti l'appuntamento. Un ascesso che evolve cambia faccia in poche ore e conviene che qualcuno lo veda mentre cambia.

Quando non conviene insistere

Alcuni denti con ascesso e febbre non valgono il tentativo. Una frattura che corre per lungo sulla radice fa rientrare i batteri qualunque cosa si faccia nei canali. Una carie scesa sotto il livello dell'osso lascia troppo poco su cui appoggiare una ricostruzione. Un dente che ha perso gran parte del sostegno intorno si muove e torna a infettarsi.

Capita anche con denti già ritrattati più volte che gonfiano di nuovo ogni pochi mesi. In quei casi glielo dico in modo chiaro e non apro un cantiere che so già come finisce. Il ragionamento che seguo è quello di <a href="«Questo dente si tiene o no»">questo dente si tiene o no</a>.

Se il dente non è recuperabile, la prima cosa resta comunque spegnere l'infezione. Per quello che viene dopo la indirizzo a una valutazione con il collega giusto, e intanto le spiego cosa aspettarsi. Ma è una conclusione a cui arrivo guardando, mai per telefono.

Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.

Domande frequenti

La febbre può venire davvero da un dente?

Sì. Quando il pus resta chiuso nell'osso, l'organismo reagisce anche a distanza e la temperatura sale. Di solito ci sono gonfiore e dolore al morso nello stesso punto. Se la febbre arriva senza alcun segno in bocca, le cause da cercare sono probabilmente altre.

Posso aspettare che l'antibiotico faccia effetto prima di venire?

Non lo consiglio. L'antibiotico aiuta la parte generale, ma non svuota una raccolta chiusa dietro il dente. Dolore e febbre scendono quando il dente viene aperto e drenato. Senza quel passaggio il problema torna appena le compresse finiscono.

Il gonfiore si è aperto da solo e la febbre è passata: devo venire comunque?

Sì. Lo sfogo spontaneo abbassa la pressione e i sintomi, ma la causa resta dentro il dente. Quei casi tendono a ripresentarsi, e ogni ricaduta consuma un po' di osso intorno alla radice. Il dente va trattato quando è tranquillo.

Si può devitalizzare un dente mentre c'è l'infezione in corso?

Si può iniziare, e spesso è proprio quello che serve: aprire, pulire, far sfogare. La chiusura definitiva dei canali la faccio dopo, quando il dente non reagisce più al morso e il gonfiore è rientrato. I tempi li valuto seduta per seduta.

Quanto tempo ci vuole perché la febbre scenda?

In genere cala entro un giorno o due da quando il dente è stato aperto e la raccolta ha trovato la strada. Se invece resta o risale, me lo faccia sapere: vuol dire che qualcosa non si è svuotato e il dente va rivisto.

Devo andare al pronto soccorso o dal dentista?

Dal dentista, se la febbre è contenuta e il gonfiore resta sulla gengiva o sulla guancia. Al pronto soccorso se fa fatica a deglutire o a respirare, se la bocca non si apre, se il gonfiore sale verso l'occhio o scende sul collo.

Posso continuare a lavorare in attesa della visita?

Dipende da come si sente. Con febbre e malessere il riposo aiuta. Quello che le chiedo è di non rinviare il controllo per impegni e di non masticare da quel lato nel frattempo. La visita richiede poco tempo rispetto a una ricaduta.

Da leggere anche

Endodonzia

Quel dolore che non passa con l'antidolorifico

Dolore spontaneo, che arriva di notte e non si calma: di solito è la polpa del dente infiammata. Cosa succede e cosa si fa, a Montecatini Terme.

Continua →

Endodonzia

Ascesso: la fretta serve, il panico no

Gonfiore, dolore al morso, sapore cattivo: cosa sta succedendo davvero e in che ordine si affrontano le cose.

Continua →

Endodonzia

Devitalizzare un dente, passo per passo

Cosa si fa in una devitalizzazione, quante sedute servono, cosa si sente e cosa succede dopo. Endodonzia a Montecatini Terme.

Continua →

Prenota onlineChiama